Intervista all’artista Biagini Patrizia per la rivista d’arte online americana ARTE ARENA

Pubblicato il: 3 Luglio 2019 | NEWS

Progetti/Opere in lavorazione

1. Vorrei sapere qualcosa in più sui progetti attuali e anche sulle opere in lavorazione

Mi sto preparando a partecipare ad una mostra nel nord Italia il prossimo gennaio, stò anche prendendo parte a due progetti editoriali e, spero, la prossima primavera, di partecipare ad una collettiva all’estero.

Per quanto riguarda le mie opere, stò facendo una ricerca su volti africani da combinare con elementi naturali come fuoco ecc. Stò lavorando su un viso femminile immerso nell’acqua.

2. L’approccio creativo è una metodologia molto personale, ed ogni artista ha un proprio processo artistico. Come vivi la tua creatività e come la elabori nel tuo processo creativo.

Passo lunghi periodi senza dipingere. Lascio fluire le mie idee nella mia mente: all’improvviso inizio a fare bozzetti per studiare il giusto schema compositivo ed i colori adatti. Ci metto sempre tanto tempo, mentre la fase pittorica è sempre velocissima.

Ho bisogno del silenzio della notte per dipingere; ho sempre risultati inaspettati per l’azione dei solventi che mi aiutano a dipingere. In questa fase mi guida il colore e mi piace seguire le forme emergenti. La parte finale è la più piacevole, utilizzo molti inchiostri per disegnare e sempre, cambia il disegno e l’effetto finale.

3. Quali sono I principali temi e soggetti del tuo lavoro

Amo, ed ho sempre amato, ritratti e volti africani, la Negritudine è nel mio DNA, penso sia un tributo inconscio a mio padre che lavorava in un contesto africano.

Da alcuni anni mi stò interessando alla natura ed alla relazione con le nostre percezioni ed atmosfere; la relazione tra uomo e natura in un senso empatico e trascendentale.

Sono anche scrittrice di icone, è un percorso intimo, privato, non sono abituata a partecipare a mostre con le icone, e preferisco il passaparola tra amici per diffondere questo messaggio.

Mi rendo conto che l’iconografia influenza moltissimo lo stile delle opere di pittura contemporanea, specie negli schemi compositivi, nell’utilizzo dei colori metallici, nella ricerca di archetipi.

4. Con ciascun lavoro e tu come artista nella tua interezza, cosa vorresti comunicare al pubblico, e questo quanto influenza il risultato finale delle tue opere? Cambia ad ogni opera o rimane lo stesso in tutte le tue creazioni?

Sono molto timida e riservata, spesso rimango in silenzio, comunico il mio mondo interiore e condivido i miei sentimenti attraverso la pittura ed il canto, è il modo in cui esprimo i miei pensieri.

Ho iniziato ad ascoltare me stessa, spero che ogni lavoro sia un passo avanti nella mia evoluzione espressiva e nella mia ricerca di equilibrio interiore ed equilibrio con la Natura, spesso dimentichiamo e la Natura ci è madre.

L’effetto finale delle opere è solo un risultato del momento creativo e di come mi sento in quel momento.

Ho provato un paio di volte, su suggerimento di un gallerista, a dipingere pensando al pubblico ed al mercato, non mi ha soddisfatto il risultato finale ed ho capito che non era la mia strada.

5. In un contesto più ampio perchè pensi che l’arte è imperativa per il mondo, e perchè è importante per te personalmente come artista?

L’arte è l’ossigeno del mondo e della mente umana. E’ fondamentale per una società e popoli sani, senza ossigeno non c’è vita. Le arti sono un linguaggio universale diretto che non ha bisogno di mediazione e può dire qualsiasi cosa. Considero le Arti la più alta forma di libertà e comunicazione.

Le arti e la bellezza sono per tutti, non hanno padroni. Credo che l’Arte abbia anche un potere di guarigione ed una valenza pedagogica e psicologica. Ammetto che l’arte mi fa stare bene ed è importante per il mio equilibrio psicologico ed emozionale.

Dipingendo e cantando colmo dei vuoiti, e sto bene.

6. Nella tua evoluzione come artista (sia creativamente concettualmente che pragmaticamente) quale è stata la più grande frustrazione od ostacolo

L’ostacolo principale è sempre stato la mancanza di tempo, per colpa del mio lavoro principale. Passo spesso lunghi periodi senza poter dipingere. Una volta era un limite, ora lo considero un valore aggiunto, sono costretta a dipingere di notte e la mia tavolozza di colori risulta molto particolare. Devo concentrare il mio percorso in poche opere, forse altri artisti hanno la possibilità di dipingere molto di più.

Nel passato è stato frustrante incontrare persone che hanno cercato di forzare ed accelerare la mia evoluzione naturale. Avevano capito che sarebbe stato possibile trasfondere la mia esperienza di iconografa nelle opere di arte contemporanea ma avevano delle aspettative mentre non ero ancora pronta.

Mi ha causato un blocco e non ho dipinto per 4 anni. Ho ricominciato quando mi sono trasferita ed ho ripreso a cantare. Riprendere a cantare nel paese dove vivo mi ha fatto immediatamente ricominciare a dipingere.

7. Quale delle tue opere è più rappresentativa, favorita o significante nella tua crescita e sviluppo creativo? E perché è così importante per te come artista?

L’opera che ha segnato il punto di svolta è Madre Terra.

Ha cambiato il mio modo di dipingere, mi ha stimolato a sperimentare nuovi medium e ricercare nuovi significati per la mia pittura. L’ho dipinta in un momento della mia vita ricco di energia ed entusiasmo; ero pronta per scoprire il Nuovo. I nuovi materiali, le vernici metalliche, che ora sono indispensabili alle mie opere.

Ha aperto una porta e mi ha reso consapevole delle mie potenzialità. Grazie a questo quadro sono divenuta consapevole di quanto l’iconografia sia importante ed influenzi il mio modo di dipingere, sia nella composizione che nella stesura dei colori.

Quest’opera è importante anche da un punto di vista psicologico ed emotivo perché è un autoritratto giovanile, anche se solo un mio amico fotografo, solo lui, se ne è accorto immediatamente.

8. Gli artisti variano nel dare importanza a comunicare la loro stessa visione, senza problemi o limiti e l’enfasi e l’importanza che da il pubblico e come esso può e si approccia con loro. Come ti senti quando le persone interpretano le tue opere inversamente, il tuo primo pensiero è sperare di avere la comprensione degli spettatori?

E’ successo diverse volte ho avuto a che fare con colleghi o persone che hanno considerato le mie opere infantili.

L’ho accettato serenamente dalla gente, non ho più paura ad accettare i giudizi delle persone, non posso piacere a tutti. Ciascuno ha la propria sensibilità e cognizione dell’Arte. Se qualcosa va storto è un segnale per me, ci devo riflettere sopra, ache se è una sconfitta. Significa che non sono stata capace di comunicare emozioni e sentimenti e la porta del mio mondo interiore in quel momento si era chiusa.

Non lo accetto volentieri dai miei colleghi perché tra di noi ci dovrebbe essere un sostegno reciproco, abbiamo tutti tanto da dire e tutte cose differenti. Ci sono rimasta veramente male quando qualcuno ha messo in dubbio la mia onestà intellettuale, oltre le conseguenze. Prendo veramente sul serio la pittura e soprattutto mi da gioia dipingere.

9. La tua estetica, mentre è indirizzata verso temi di storia dell’arte fondamentali, è anche molto distintiva, sono molto interessata a quegli artisti che si collocano nel contesto artistico con una visione originale; altre arti ed artisti li hanno ispirati. Nell’evoluzione del tuo viaggio artistico hai trovato affinità con alcuni artisti, e se si perché?

Prima di tutto il percorso iconografico, mi ha influenzato così tanto. Da adolescente avevo due passioni: Renoir e Botticelli e sono sempre rimasta fedele a questi due incomparabili amori.

In modo particolare Renoir mi ha sempre affascinato per la sua tavolozza, la sua stesura dei colori e i suoi meravigliosi colpi di luce. E’ il grande amore artistico della mia vita. Credo ogni artista abbia un mito che inconsciamente cerca di copiare. Sicuramente quello che mi ha affascinato al massimo è la tavolozza arcobaleno di Renoir.

Qualche critico ha notato nel mio modo di dipingere citazioni di Matisse e dell’espressionismo, ma credo che nei colori delle mie opere prevalga lui il mio grande amore Renoir.

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